giovedì 30 marzo 2017

Il cranio di Trump nel mirino della vespa


Usa, anche la Vespa nel mirino di Trump. L'offensiva del presidente contro i prodotti europei. Lo scooter Piaggio ma pure l'acqua minerale San Pellegrino, i formaggi francesi, le moto svedesi e austriache: dazi punitivi fino al 100% del valore dichiarato dei prodotti. Secondo il WSJ, l'eredità di un antico contenzioso legato all'importazione in Europa di carne americana trattata con gli ormoni.

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martedì 28 marzo 2017

Ministro Poletti, calcetti perfetti

Poletti a Bologna: "Il lavoro? Meglio giocare a calcetto che inviare curriculum". Le parole del ministro durante un incontro con gli studenti scatenano le proteste sui social.

Poletti, calcetti perfetti! "Il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto che mandando in giro dei curriculum". Ed ecco una partita di calcetto tra Precari e Disoccupati (che non si sono mai tolti dalle balle del nostro).

Telecronista il mitico Poletti: “Amici precari, disoccupati e quant’altro, buonasera dalla sede del Ministero del Lavoro, dove lavoro io. Il colpo d’occhio del quartiere dove è ubicato il Ministero ci mostra una bella serata di tramontana co’ ‘a luna rossa che me parla di voi, amici in attesa di un impiego. Fa fresco stasera, semo ancora a marzo, mese pazzo un po’ lunatico come chi vi parla. La partita di calcetto in programma vede avversari Precari contro Disoccupati. Ambedue le squadre hanno già imboccato il tunnel, il famoso tunnel della crisi, quello che porta alla luce dopo il buio. Eccoli, usciti, finalmente da quel tetro tunnel, stanno per entrare in campo. Allora direi un paio di secondi di pausa per uno spot pubblicitario per voi: “Poletti, calcetti perfetti!”. Eccoci, amici, ritornati in diretta. I contendenti sono già schierati in campo. E andiamo con le formazioni. Intanto con il trio delle meraviglie dei Precari. Renzi in attacco, con Guerini e Padoan. Più Martina e in porta Orfini. La squadra dei Disoccupati è così composta: in porta Speranza. Poi Bersani e D’Alema. Rossi in attacco ed Epifani a fare il quinto. L’arbitro, Migliore ma neutrale, controlla il cronometro, fischio e partiti! Si comincia. È cominciata la partita. A caccia del pallone in mezzo al campo Renzi, su di lui fallo di ostruzione di D’Alema. Punizione che batte lo stesso Renzi. L’orchestra la dirige lui. Apertura improvvisa a Padoan che trova un varco e tira, ma Speranza para. Primo brivido, primo pericolo. ‘Sto Padoan, ragazzi, è pericoloso. Speranza a Bersani che mette in mezzo, tocca la palla Rossi che insacca. 1 a 0 per i Disoccupati. Allora direi un paio di secondi di pausa per uno spot pubblicitario per voi: “Poletti, calcetti perfetti!”. Si ricomincia. Il povero Orfini viene rimproverato duramente da Renzi, il quale s’impossessa della palla e la scaglia con veemenza alle stelle. Che azione però questa di Renzi. Un contropiede supersonico, con palla che viaggia a 160 kmh. Adesso la palla è a D’Alema che, dopo essersi risistemati i baffetti, fa un traversone a Epifani, che si rivela un falso attaccante, scivolando sull’erba bagnata. Renzi sogghigna. Tutta la squadra dei Precari sogghigna. E mentre quelli sogghignano, Bersani fa entrare la sua mucca per dissetarsi e fare il pieno. D’Alema chiede palla. Bersani sta ciucciando dalla mammella della mucca. Allora interviene Migliore che espelle Bersani per ostruzionismo bovino. La partita si fa incandescente. I Disoccupati adesso sono in 4. Cari amici, la vedo brutta per loro. Epifani entra in possesso di palla ma scivola ancora e stavolta rovina addosso a Padoan. Migliore espelle anche Epifani per fallo di tentata rovina del ministro economico. Adesso i Disoccupati sono rimasti in tre. Ma D’Alema non dispera e insieme a Rossi va a confabulare con Speranza. Vi resto solo io, dice il portiere. Così Speranza esegue un lancio a parabola che becca la testa di D’Alema che carambola su Rossi che segna il secondo goal. Disoccupati 2 Precari 0. Mamma mia che partita. Renzi non ci sta a questa sconfitta e richiama all’ordine i suoi. Dà un calcio nei denti a Orfini che dà un calcio negli stinchi a Guerini che dà una gomitata a Martina che scivola addosso a Padoan. Ma quest’ultimo si rialza ancora una volta inossibabile agli attacchi interni. L’allenatore dei Precari Gentiloni osserva preoccupato gli attacchi a Padoan dai suoi. L’allenatore in campo dei Disoccupati, Speranza, sorride come solo un disoccupato sa sorridere. Nel frattempo Renzi è riuscito a far uscire dal campo la mucca di Bersani e chiede un rigore a favore visto che Bersani, ormai espulso, aveva toccato con le mani le tette della mucca in piena area di rigore. Migliore, con atto di sudditanza, fa segno di mettere la palla sul dischetto. Allora direi un paio di secondi di pausa per uno spot pubblicitario per voi: “Poletti, calcetti perfetti!”. Renzi si prepara. Speranza pure. Uno scontro fra titani. Renzi contro Speranza. Tutt’intorno cala il silenzio. Solo si ode l’ultimo muggito della mucca dei Disoccupati. Renzi è superconcentrato. Prende la rincorsa, un po’ alla Zaza, sperando di annichilire Speranza. Sferra un calcione con una potenza superspettacolare mandando la palla sulla traversa, la palla che rimbalza disegnando un cucchiaio nell’aria, cade sulla testa di Martina, sul petto di Guerini, sulle meningi di Padoan che si ritrova ancora sotto attacco amico e finisce per rotolare insieme alla palla nella porta sguarnita di Orfini. Autogol. Dov’era andato l’Orfini? A fare pipì, visto che non si muoveva palla. Disoccupati 3 Precari 0. La partita finisce con questo risultato. Il mio commento finale, come mitico Poletti, è che il rapporto di lavoro in una squadra, che fa del lavoro la sua spiritualità politica, umana, sociale e culturale è prima di tutto un rapporto di fiducia. Non si può giocare con chi si assenta per fare pipì, o beccandosi calci in bocca o sbagliando rigori. Perdere con i disoccupati, in una banale partita di calcetto? Bah! Sarebbe stato meglio per i precari mandare dei curricula ai vari padrini per poter accedere al mondo ideale (del ministero) del Lavoro.”

"Come al solito c'è qualcuno
che gioca al travisamento
delle mie dichiarazioni."
"Vedo che si stanno strumentalizzando alcune frasi che ho pronunciato in occasione di un incontro con gli studenti di una scuola di Bologna per parlare di alternanza scuola-lavoro e che gli studenti hanno compreso e condiviso nel loro significato. Per questo voglio chiarire che non ho mai sminuito il valore del curriculum e della sua utilità. Ho sottolineato l'importanza di un rapporto di fiducia che può nascere e svilupparsi anche al di fuori del contesto scolastico. E quindi dell'utilità delle esperienze che si fanno anche fuori dalla scuola. In ultima analisi, se il vero obiettivo dei giovani è trovare un'occupazione, direi di non tralasciare i curriculum al caso, ma di sottolineare con forza le ultime cinque lettere di questa parola. Magari aiuta".

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domenica 26 marzo 2017

El Papa de los Ultimos, secondo la narrazione contemporanea

San Siro, 80mila giovani col Papa. Un milione di fedeli per Papa degli ultimi. "Abbracciamo i confini". Ai ragazzi: "No bullismo".
El Papa de los Últimos, popolare, semplice, umano, uno di noi.

Una telefonata del Papa a una signora sofferente.
- Pronto, signora Adele, sono il Papa?
- Chi è lei, il mio babbo? Ma quello è morto già da tanto tempo.

- No, señora, yo soy el Papa. 
- Ah, il Papa. E che ci fa da queste parti, chi le ha dato il mio numero?

- Fue el Espíritu Santo, mentre passavo da queste case bianche abbandonate da Dio, ¿cómo estás? Come sta? Soffre di acciacchi? Comunque hay un remedio para los dolores de la vecchiaia. Offra sus dolores al Señor, che Lui tiene le spalle larghe. Poi preghi por mí. 
- E per me chi prega? 

- Oh, señora, le ho dato già el remedio de sus dolores, ma non la posso raccomandare per il Paradiso se non prega por mí. Entiende? Sì. Bueno. Ora devo ir a visitar una familia musulmana. 
- Papa, non vada, stia attento che quelli sono diavoli e terroristi.

- Ma no, ma no, figliola, ellos también son hijos de Dios. Voy a beber il latte con ellos. Latte blanco como la mia tunica. Entiende? Sì. Semino un buen ejemplo para los proprietarios de la tierra. Che seguano el camino de Dios. Ora proprio le devo impartire la mi bendición, señora. Vado, con la speranza de trovar un baño químico lungo la strada. 
- Deve fare un bagno di folla? 

- No.
- Allora deve fare pipì, Papà?

- Si, señora, anche il Papa la fa. 
- Allora non la trattengo più. 

- Infatti, nemmeno io. A risentirla, señora. A presto. Dios mío, ayúdame a encontrar un baño che è giunta l’ora de farla. Poi andremo tutti a San Siro dove i fedeli e i tifosi organizaron una hola para mí. Me gusta la hola. Vámonos.

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sabato 25 marzo 2017

Gaie presentazioni ai Tritati di Roma

"Ecco mio marito". In occasione della cerimonia per il 60esimo anniversario dei Trattati di Roma, il premier lussemburghese, Xavier Bettel, ha presentato il suo compagno al Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Questo del Presidente
è stato un emozionante
qui pro quo
ad alti livelli
istituzionali,

nel concitato susseguirsi
di premier e dames,
un lapsus freudiano,
un do ut des
finalmente senza fronzoli
e ipocrisie.

Uno scherzo per esorcizzare
le ambiguità europee.
Viva i Tritati di Roma.

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Heracleum